Abbandonato il Premio Grinzane, adesso perde a sorpresa la sua creatura, intrisa di equazioni e formule, che quest’anno aveva fatto il tutto esaurito, con file di ragazzi e ragazze a comprare i biglietti delle lezioni sui «multiversi» e sui «mativersi» come se fossero esibizioni di rockstar.
Alla vigilia aveva deciso di condurne una delegazione dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma il suo ruolo di «ambasciatore» con il duo Nash-Schelling, accompagnati da Roald Hoffmann (chimica), Robert Mundell (Economia) e Arno Penzias (Fisica), più la Medaglia Fields per la matematica Vaughan Jones, il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Nicola Cabibbo e il matematico-divulgatore Ian Stewart, potrebbe non essere piaciuto ai vertici dell’Auditorium.
I corvi traducono il tutto in un deflagrante mix di gelosie e di potere (magari aggiungendo il solito presunto complotto politico): è noto che la direzione scientifica di Odifreddi sia stata da monarca più che da premier, mentre il Festival si trasformava, da un anno all’altro, in una grandiosa macchina delle meraviglie.
Forte di questa benedizione, c’è chi scommette che Odifreddi stia pensando al colpo di scena e generi un clone del Festival a Torino, la città vittima – anche lei – di un paradosso logico: tanti i ricercatori e gli ingegneri, eppure sempre poveri gli eventi di divulgazione scientifica.
